Scautismo ai tempi del Covid-19

Ciao a tutti!

In questo periodo molto particolare noi RS del Clan/Fuoco Eos abbiamo pensato a come continuare le nostre attività attraverso uno schermo. Abbiamo deciso quindi di andare a scoprire e conoscere alcune realtà che sono nate o che si sono dovute riadattare a fronte di questa situazione emergenziale.

Come? Intervistando attraverso alcune video-chiamate delle persone che vivono in prima persona queste realtà.

CAPITOLO 1: Caritas Lodigiana

Sabato 2 maggio abbiamo deciso di incontrare Luca, un operatore di Caritas Lodigiana che si dedica alle persone senza fissa dimora.

In particolar modo si occupa di tre settori principali:

  • Mensa diocesiana
  • Centro diurno
  • Casa d’accoglienza femminile

Perché abbiamo deciso di partire proprio da questo argomento? Forse non tutti sapete che la Colonia Caccialanza (luogo a noi caro) in questo momento ospita alcune persone senza fissa dimora ed eravamo curiosi di vederla sotto un’altro aspetto, volevamo proprio partire da questo luogo a noi famigliare che è stato riadattato.

Riportiamo qui la nostra intervista a Luca che gentilmente ha risposto a tutte le nostre domande:

Quanti senza fissa dimora ci sono ora nel dormitorio San Giacomo?

In questo momento ci sono 3 dormitori che funzionano 24/24. Questi sono in via San Giacomo, in via Torino (9 persone) e alla Colonia Caccialanza (23-24 persone).

Ci sono circa 15 persone fuori dalle accoglienze e in tutto sono circa 60 persone.

Come è scandita la loro giornata?

Possono restare all’interno dell’accoglienza 24/24. La giornata inizia con la colazione, per poi passare alla pulizia degli spazi (bagni, zona letti e spazi comuni) che è affidata a loro. 3 mattine a settimana possono fare la doccia nelle docce pubbliche di Via Defendente. Vengono poi serviti pranzo e cena. È rimasto attivo il servizio di lavanderia. Durante il giorno non sono previste attività organizzate dagli operatori, gli ospiti sono liberi per la gran parte del tempo. Sono stati messi all’interno della struttura di via San Giacomo un calcio balilla e un tavolo da ping pong.

Come vivono questa nuova situazione?

Ci sono state delle grandi difficoltà iniziali poichè prima che fosse presa la decisone di aprire i centri 24/24 le persone senza fissa dimora erano costretti a stare in giro mettendo a rischio la loro salute e quella degli altri. Alcuni hanno anche subito dei provvedimenti da parte delle forze dell’ordine.

I problemi si sono in parte risolti con l’apertura dei centri di accoglienza ma ne rimangono comunque molti, in particolar modo per quelle persone che devono andare al lavoro o sono seguite dal SerT (Servizio per le Tossicodipendenze). Tutti i servizi servizi dedicati ai senza fissa dimora hanno iniziato a funzionare bene tra distanziamento sociale e norme di sicurezza anche se alcuni hanno chiuso (esempio il centro diurno e il centro di ascolto), per cui queste persone di sono trovate senza poter più frequentare quei servizi di cui prima erano soliti usufruire.

Come vivono questa situazione gli operatori?

All’inizio avevano molta più paura ma mi si stanno abituando e la paura iniziale non la si prova più. Purtroppo però in questo momento vive una mancanza di prospettive, per le quali non si è più in grado di fare grandi programmi e progetti. Non sappiamo se, come e quando i servizi riapriranno.

Ci sono stati dei contagi? Se sì, quanti?

Inizialmente sono state male due persone dei dormitori comunali (via Defendente ed ex macello) e un’altra che frequentava via San Giacomo.

In seguito a questi due casi è stato necessario spostare la gente nei dormitori per isolare le persone tutelando la loro salute e tutta la cittadinanza.

Delle due persone infine una è risultata positiva e una negativa, sono state comunque adottate le misure di quarantena per tutti gli ospiti. Sono stati fortunati anche perché, in collaborazione con un’altra associazione, avevano disponibile un monolocale (che solitamente è dedicato alle persone che lavorano e che quindi possono permettersi di pagare un affitto molto basso) nel quale collocare in isolamento le persone con sintomi da Covid-19.

Queste però sono tutte soluzioni estemporanee infatti anche le accoglienze 24/24 non sono destinate ad essere aperte per sempre ma dovrebbero venir chiuse entro la fine di maggio.

Come vi siete organizzati per quanto riguarda le norme igieniche e il distanziamento?

Tutti hanno le mascherine (sia chirurgiche che di stoffa) e il liquido per le mani. Per mantenere il distanziamento hanno suddiviso le persone in più strutture facendo anche dei sopralluoghi per gestire i distanziamenti tra i letti.

Come vengono approvvigionati?

Attraverso la mensa. Vengono portati dei sacchetti confezionati.

Come vivono in generale la situazione Covid-19 i senza fissa dimora?

Non hanno paura anche perché questa situazione li ha messi in sicurezza (aprendo le accoglienze 24/24 hanno un tetto sotto cui stare). È stato anche grazie allo spirito di adattamento che li caratterizza che hanno potuto reagire così bene. Il problema principale di chi deve andare al lavoro è proprio quello di non poterci andare o come andarci.

Ci sono operatori sanitari che vanno costantemente nei dormitori?

Per quanto riguarda i servizi sanitari sono sempre stati organizzati così:

  • le persone regolari hanno il medico di base e si appoggiano a quello;
  • le persone irregolari usufruiscono dell’ambulatorio Caritas che però è rimasto chiuso in questo periodo. Inizialmente hanno avuto il supporto di Medici Senza Frontiere e collaborano con la Croce Rossa che già prima svolgeva questa attività.

Ci sono ancora i volontari?

A San Giacomo ci sono solo operatori e non più i volontari. Sono rimasti i volontari solo alla mensa e hanno partecipato a un corso di formazione tenuto da Medici Senza Frontiere

Gli operatori rimangono anche la notte nelle accoglienze?

No, gli operatori ci sono solo durante il giorno. C’è però un custode che rimane durante la notte e nei giorni festivi.

Alla colonia Caccialanza viene utilizzata la cucina?

La Colonia Caccialanza non è gestita direttamente da Caritas Lodigiana ma viene gestita dalle cooperative Le Pleiadi e Famiglia Nuova. La cucina non viene utilizzata e i pasti vengono sempre portati da fuori.

Che lavori svolgono i senza fissa dimora?

Tanti lavorano in logistiche e alcuni di notte. Ci sono alcuni che hanno dovuto interrompere per questa situazione e non sanno se l’azienda riaprirà o meno e quindi non sanno se potranno tornare a lavorare.

La povertà a Lodi potrebbe aumentare?

Si, temo che in futuro dopo questa situazione i senza fissa dimora possano aumentare.

Quali servizi sono presenti solitamente in via San Giacomo?

Sono presenti: Centro Diurno, Centro di Ascolto, distribuzione vestiti, Casa di Accoglienza Femminile e un dormitorio aperto nel periodo invernale (riadattato per questa situazione).

C’è ancora qualche servizio attivo in San Giacomo?

Sono state interrotte tutte le attività.

C’è l’idea che si possano effettivamente realizzare dei dormitori permanenti?

Un risvolto positivo di questa situazione è che si è tornati a parlare del diritto alla casa. Caritas aveva già un progetto di realizzare un dormitorio che fosse sempre aperto e attivo ma questa cosa non è mai stata realizzata.

Come noi possiamo renderci utili?

In base alle poche notizie che avete sentito vi rilancio la domanda: come potete voi proporre queste cose? Lanciateci nuove idee. Comunque, appena la situazione ritornerà alla “normalità” si avrà bisogno di volontari.

Grazie per aver letto il nostro articolo, ci vediamo alla prossima intervista!

CLAN EOS