1976-77

L’anno successivo, 1976-77, al ritorno dal campo di Specchieri, si presentavano due problemi: 1) il reparto maschile si trovava sprovvisto di Capi (anche Moreno) sarebbe dovuto partire per il militare); 2) era nato il reparto femminile che aveva bisogno oltre che di Capi anche di una sede adeguata.
Entrambi le questioni furono ben presto risolte; infatti alla guida degli esploratori giunsero Andrea Drago e Giuliano Polato, mentre le guide furono affidate alle benevole cure di Mara Cascadan, Maela Aldrigo e Suor Luisella Barberini. In pochissimo tempo il reparto femminile aumentò considerevolmente i propri ‘elementi’ e nel corso di tutto l’anno lavorò moltissimo sullo stile e sulle tecniche in preparazione di quella che sarebbe stata la ‘prova del nove’: il campo estivo di Lavarone. Dal canto loro gli esploratori guardavano con curiosità (e anche con un po’ di invidia) queste ragazze che alla SS. Messa si presentavano in ordine, che sapevano cantare molto bene e che portavano al collo un fazzolettone diverso (‘ma come non siamo forse dello stesso gruppo?’ si chiedevano i maschietti): blu con una striscia bianca (quello degli esploratori era verde con due strisce bianche). Ogni occasione era buona per recarsi presso la sede femminile, che si trovava in una delle stanze del seminterrato del Poloni, e cercare di ‘attaccare bottone’ senza, peraltro, apprezzabili risultati.
Ci fu poi un altro evento importante che scosse positivamente la vita del gruppo:
nel giugno del 1977 il nostro Fabrizio diventava Don Fabrizio Bortolami. Tutto il gruppo partecipò con gioia all’evento ed entrambi i Reparti furono orgogliosi di alzare le Fiamme e i guidoni al momento della sua investitura.
Il campo estivo, come già accennato
più sopra, si svolse a LAVARONE (TN). I primi a partire furono gli esploratori accompagnati da una squadriglia di Arteselle di Solesino.
Fu il campo durante il quale si poterono ammirare delle magnifiche costruzioni (leggendario il Consiglio della Legge tenutosi letteralmente sopra il tavolo dei Falchi) e per la prima volta fu vista la nuova uniforme, (quella con la camicia celeste, per intenderci), che sostituiva la vecchia divisa grigia, indossata dall’allora A.E. di zona Don Marcello Bettin.
Subito dopo gli esploratori, giunse il Reparto femminile che dimostrò fin dal primo minuto di essere si un’unità ‘giovane’, ma già esperta nella vita di campo grazie soprattutto al lavoro svolto nel corso di tutto l’anno. Per le guide, mitico fu l’hike di Reparto sul Becco di Filadonna (2150 m. s.l.m.): dormirono tutte (una trentina) dentro un bivacco talmente piccolo che alla mattina, al risveglio (cosi narra la leggenda), fu così difficile riconoscere i propri arti da quelli degli altri che furono necessarie quasi due ore prima di riuscire a rimettersi in piedi.

IL RESTO E’ STORIA D’OGGI…